Chirurgia linfatica

Cos’è il Linfedema

Il linfedema è una condizione cronica e progressiva caratterizzata da un accumulo anomalo di linfa nei tessuti. La stasi linfatica causa gonfiore, dolore e può compromettere significativamente la qualità di vita di chi ne è affetto.

Le cause: linfedema primario e secondario

Il linfedema si distingue in due forme principali:
  • Linfedema primario: è legato a malformazioni congenite del sistema linfatico e può comparire in qualsiasi età, dall’infanzia all’età adulta.
  • Linfedema secondario: è la conseguenza di un danno al sistema linfatico precedentemente sano, dovuto a interventi chirurgici (soprattutto oncologici), radioterapia, traumi, infezioni o patologie specifiche.
Tra le cause più comuni, soprattutto nei paesi industrializzati, troviamo i trattamenti oncologici per tumore della mammella, tumori ginecologici e urologici, e melanoma. In questi casi, il linfedema si sviluppa come conseguenza delle terapie, motivo per cui viene spesso definito la “malattia dei Cancer Survivors”.                            

Dove si manifesta?

Linfedema dell’arto superiore: colpisce fino al 45% delle pazienti trattate per tumore al seno, in particolare se sottoposte a svuotamento ascellare o radioterapia.

Linfedema dell’arto inferiore: può manifestarsi dopo interventi per tumori ginecologici, urologici, melanoma o a causa di altri interventi come chirurgia estetica, ortopedica o traumi.

Quanto è diffuso?

Il linfedema non è una malattia rara:

  • Colpisce circa 140 milioni di persone nel mondo.
  • In Italia si stimano circa 40.000 nuovi casi ogni anno.

Diagnosi e prevenzione

Molti pazienti scoprono di soffrire di linfedema solo in fase avanzata o quando compaiono complicanze come le linfangiti ricorrenti. Spesso manca una consapevolezza diffusa, anche tra gli operatori sanitari, su quanto questa patologia possa influire sul benessere psicofisico e su quanto oggi sia possibile trattarla in modo efficace.

Segnali da non sottovalutare:

  • Gonfiore lieve e intermittente
  • Sensazione di pesantezza o tensione
  • Alterazioni della sensibilità

Individuare il linfedema in fase precoce (subclinica) è fondamentale per contrastarne l’evoluzione.

La diagnosi di certezza si esegue mediante linfoscintigrafia. 

Trattamenti chirurgici del linfedema

Dopo una valutazione preoperatoria accurata, è possibile intervenire con trattamenti avanzati e personalizzati. Le principali opzioni sono:

a) Anastomosi linfatico-venose supermicrochirurgiche

Si tratta di bypass microscopici tra i vasi linfatici e piccole vene superficiali per permettere il corretto drenaggio della linfa. È una procedura mini-invasiva, eseguita con microscopi ad altissimo ingrandimento, che permette un recupero rapido e poche cicatrici.

b) Trapianto autologo di linfonodi e tessuto linfatico

Indicato nei casi avanzati, prevede il prelievo di tessuto linfatico da un’altra parte del corpo e il suo trapianto nell’arto affetto, ricostruendo un nuovo “percorso” per il drenaggio linfatico.

c) Procedure ancillari
  • Liposuzione mirata: utile nei casi in cui vi sia un’alterazione permanente dei tessuti per effetto della stasi linfatica, come accumuli di grasso e tessuto fibroso.
  • Escissione delle lesioni cutanee tipiche del linfedema (verruche, ispessimenti).